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CASTELLO DI ROSSENA
Il castello di Rossena, situato nelle colline del Appennino Reggiano,
si erge sulle valli del rio Vico e del torrente Ceresola, affluenti
nell'Enza. La storia della castello che ha preso il nome dalle rocce
vulcaniche di serpentino arrossate dal sole, è legata a quella di
Canossa. Si ritiene infatti fondato dal bisavolo della Contessa
Matilde, Azzo Adalberto di Sigifredo, attorno al 950 circa. Dal
marchese Bonifazio attorno al 1050 passo alla chiesa di Reggio per
essere trasferita poi nel 1246 al marchese Uberto Pelavicino, podestà
di Reggio Emilia. In seguito risulta di proprietà di Guido da Correggio,
Signore di Parma nel 1295. Viene poi indicata nell'inventario dei
beni di Azzo da Correggio nel 1364 "con termini festosi che la denotano
maestosa ed agguerrita, costituita di torri, case, palazzi e fortilizi,
chiusi nella robusta cerchia". Nel 1558 è assaltato dalle truppe
di Alfonso II d'Este, volte alla presa di Canossa sotto il comando
di Cornelio Bentivoglio. In tale occasione il castello fu danneggiato
dallo scoppio del magazzino delle polveri.
Fu quindi acquisito dai Duchi di Parma e dei Farnesi. Nel giugno
1772 vi si recò Maria Amalia, moglie di Ferdinando I e sorella
dell'Imperatore Giuseppe II. Dopo la caduta di Napoleone ne diviene
proprietaria Maria Luigia d'Austria. In seguito alla morte della
duchessa, Rossena è aggregata al Ducato di Modena. Passato
al Demanio dello Stato nel 1871 il castello è acquistato
dal Conte Luigi Rati Opizzoni i cui eredi ne mantengono la proprietà
fino al 1938, anno in cui è ceduto all'Ing. Guido Tirelli
che ne fu anche appassionato studioso. Attualmente è in proprietà
dell'Ente "Pia Unione per la Dottrina Cristiana". Il castello di
Rossena è innanzitutto una struttura difensiva militare,
sviluppatasi da un nucleo originale definibile come torre di guardia,
poi divenuta mastio o maschio con una cinta difensiva merlata. Ne
sono testimonianza i resti dei beccatelli sul coronamento della
parete Sud, in corrispondenza della porta di ingresso dotata di
ghigliottina. Il castello è poi dotato di una seconda cinta
muraria che comprende al suo interno la chiesa ed un piccolo "borgo"
di edifici abitativi e che si sviluppa a partire dalla casa del
custode edificata sulla cinta difensiva, sino al lato opposto ove
la muratura si innesta sulla roccia. Il castello è stato
trasformato in residenza signorile estiva nel sec. XVIII, pur avendo
conservato un carattere architettonico prevalentemente militare.
Attorno al Castello di Rossena vi è una ampia cinta difensiva
che, tracciata con preciso disegno geometrico, alterna settori rettilinei
di muratura con puntoni di forma ad U. Alla base della cinta duecentesca
è la chiesa di San Matteo. Ai piedi della roccia, secondo
la consolidata interazione borgo-castello, si svolge il nucleo abitato
con andamento direzionato in asse nord-sud.
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