EnricoV

Matilde

Personaggi



ENRICO V

Figlio di Enrico IV e di Berta di Savoia, nato nel 1081 è incoronato re ad Aquisgrana nel 1099 assumendo il trono nell'anno 1106 dopo aver costretto ad abdicare il padre e aver superato mille opposizioni. Da re continua la disputa con la chiesa relativa al problema delle investiture non mancando di nominare alcuni vescovi. Desideroso di raggiungere un accordo definitivo con il Papa, invia i suoi delegati in Francia, dove a Chalon sur Marne ed a Troyes si erano nel frattempo riuniti i concili. Nessun accordo, però, fu raggiunto e, in seguito al nuovo concilio lateranese nel quale venivano condannate le investiture non effettuate dalla Chiesa, Enrico V decide una campagna in Italia. Nel frattempo aveva concluso con esito positivo le controversie che erano sorte in Boemia, Polonia ed Ungheria. Giunge a Sutri ad un accordo con il Papa, ma, avendo i vescovi rifiutato di accettare la rinuncia ai feudi dell'Impero, Pasquale II l'anno successivo revoca tutti i privilegi concessi ad Enrico V e rimette in vigore i decreti gregoriani contrari alle investiture concesse dai laici. Tornato in Germania, Enrico V si scontra con le forze di Turingia, Vestfalia e Sassonia, che erano ancora fedeli al padre di lui Enrico IV, ed è sconfitto in battaglia a Welfesholge nel 1115. Tale sconfitta rinvigorsce le attività ostili del Papa ed Enrico V, che si proclamava erede di Matilde di Canossa, ritorna in Italia allo scopo di far prigioniero il nuovo Papa Gelasio II. Questi fugge a Gaeta e da lė scomunica sia Enrico V, sia l'antipapa Gregorio VIII da lui eletto. Morto Gelasio II in Francia, dove si era rifugiato, il nuovo Papa Callisto II, dopo un certo tempo, giunge al concordato di Worms. Era il 23 settembre dell'anno 1122. In tal modo si pone termine alla lotta per le investiture e si sanziona la rinuncia da parte dell'Imperatore ad ogni nomina episcopale effettuata con l'anello e il pastorale e la restituzione alla Chiesa dei beni e delle terre che le erano stati tolti. Il pontefice, da parte sua, ammetteva la presenza dell'Imperatore, o dei suoi rappresentanti, alle investiture dei vescovi. Viene cosė ritirata la scomunica contro Enrico V, ma in sostanza la lotta fu vinta da parte ecclesiastica. Enrico V muore a Utrecht nel 1125 e successivamente è sepolto nella città di Spira.