I CASTELLI
La singolarità del sistema fortificato medievale
è certamente l'elemento di maggiore potenzialità nella promozione
dei territori matildici.Le vicende della storia, le caratteristiche
architettoniche e di impianto, il contesto paesaggistico, assicurano
un particolare valore all'insieme.
Rocche di maestosa bellezza o sassi ormai spogli si innalzano strategicamente
alle quote altimetriche più elevate e sfruttano, quanto è possibile,
la pendenza del terreno a cui si abbarbicano senza soluzione di
continuità per cui spesso la roccia stessa ne diviene fondazione
o addirittura primo tratto della muratura in elevazione. Una simbiosi
terreno-manufatto che si riscontra a Canossa, dovela "candida petra"
della rupe scoscesa prosegue nei residui conci di una struttura
colma di storia; che ritorna a Rossena, dove la grezza asperità
della roccia vulcanica si smorza nel paramento bruno di pietre squadrate;
che si rinnova a Carpineti, dove l'intreccio ispido dei cespugli
affiora dal grigio della muratura arenacea.
Questa aderenza quasi connaturata al terreno è
tale che i castelli, pur con propria identitàarchitettonica,
divengano parte del paesaggio: non più "modificazioni del
suolo", ma elementi integranti e integrati nella natura stessa.
Alterati sempre, rispetto alla connotazione d'origine, ridotti a
volte a scarni malinconici ruderi essi propongono ancora, a distanza
di secoli, la suggestione della loro presenza.