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ROCCHETTA DI CASTELLARANO

L'antico borgo e castello di Castellarano vive sopra un colle prospieciente il fiume Secchia. Per il loro carattere medioevale costituiscono una delle più singolari località della nostra provincia. Nella seconda metà del sec. XII Castellarano appartiene al comune di Reggio Emilia. Nel 1320, se ne impadroniscono i signori di Roteglia, ai quali rimane fino al 1419, quando passa a Nicolò d'Este; questi nel 1432 lo dà al suo segratario Jacopo Giglioli. La struttura urbana è formata da un Borgo superiore che racchiude la Rocca con la Torre Mozza, la Rocchetta, l'Aia del Mandorlo, la Torre dell'Orologio, la Chiesa Parrocchiale, alcune case di famiglia di antica origine locale - le caratteristiche case a corte con serraglio - ed il tessuto edilizio storico di base costruito da case in linea e case a schiera. Fuori dal Castello è riconoscibile il Borgo inferiore delimitato da alcune case edificate intorno alla chiesa di Santa Croce - ora Monumento ai caduti - e lungo Via Roma. Al Borgo superiore si accede ad est da Via Gatti, ad ovest da Via Migliorini, a sud dalla "Ratta" o Via di Porta Nuova. L'unica piazza di rilievo del nucleo superiore è l'Aia del Mandorlo, posta tra la chiesa e la Rocca. Nel Borgo inferiore all'antica Piazza Santa Croce si sono aggiunte in tempi recenti Piazza del Comune e Piazza XX Luglio. La viabilità interna del borgo si sviluppa secondo le due direttrici principali di Via Gatti e Via Toschi, che rappresentano il Cardo ed il Decumano dell'impianto romano. Ad esse si collega una rete di diramazioni ortogonali che disimpegna gli isolati. Il complesso fortificato consiste di due parti attualmente così distinte: ai piedi della collina la cosidetta "Rocchetta", un fortilizio dal esterno apparentemente lineare, risalente forse alla seconda metà del sec. XV costituente una sorta di enorme rivellino nei confronti del castello, posto invece sulla cima. Occorreva infatti entrare nella rocchetta ed attraversare l'angusto e ben controllabile cortiletto per salire a quello. Dalla Rocchetta chiamata anche nei vecchi documenti "Castelletto" o "Porta" partiva una cerchia di mura di difesa che cingeva la collina. La Rocchetta possiede in realtà una pianta irregolare, munita di tre porte un tempo con saracinesche; tuttora essa forma un ambiente di notevole interesse (ove la pietra prevale decisamente sul mattone), ma soprattutto costituisce un tipo a sé, forse senza paralleli altrove, comunque la parte più singolare e meglio conservata dell'intero sistema. Per altro il suo aspetto esterno, specialmente verso il piazzale antistante, non differisce molto da quello d'un comune castello rinascimentale di pianura in mattoni, con una torre al centro, in corrispondenza dell'ingresso archiacuto, con apparato a sporgere sull'intera sua estensione, costituito da beccatelli che reggono una vera e propria muratura a sbalzo forata da finestre ad arco scemo, con una torre a sinistra in posizione sbieca. Delle tre porte della rocchetta due sono "esterne", mentre la terza, munita di piombatoie, porta direttamente al castello. Un tempo la struttura difensiva era sovrastata da quattro torrioni. Di questi solo due sono arrivati ai giorni nostri. Le parti interne comprendono diverse costruzioni popolari spontanee, realizzate dopo il XVII secolo. Nella volta di Porta Cappellana, passaggio che immette in Via Mulino, sono ancora visibili i resti di un affresco del sedicesimo o diciassettesimo secolo. La parte dell'affresco raffigurante la "Madonna della Ghiara di Reggio", in gravi condizioni di deterioramento, è stata recuperata nell'anno 70 dalla locale Pro Loco. Il dipinto, staccato dalla volta e rimesso a nuovo, è ora conservato presso il centro culturale del Comune.