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ACCORDO DI PROGRAMMA
(sintesi del testo integrale
pubblicato sul B.U. Regione Emilia-Romagna n. 125 del 7/10/1998)
Le vicende di Matilde di Canossa e del suo casato sono al centro
della storia europea tra X e XII secolo.Protagonista di eventi storici
di grande portata, Matilde di Canossa fu una delle principali artefici
della lunga lotta tra Papato e Impero culminata nell'incontro di
Canossa tra il Pontefice Gregorio VII e l'Imperatore Enrico IV.
Il dominio dei da Canossa esteso tra l'Italia centrale e le prealpi,
con il controllo del Po e dei valici appenninici, era sostenuto
da un straordinario sistema fortificato che trova l'area di maggiore
rilievo nell'Appennino reggiano. La denominazione "matildica", che
caratterizza sostanzialmente quest'area, ne fa un elemento di distinzione
nel panorama regionale.
Il territorio coincidente con la provincia di Reggio Emilia e in
particolare la zona di Quattro Castella-Canossa-Carpineti, rappresenta
infatti il cuore dell'antico possesso canossiano sviluppatosi a
partire da Canossa, opera di Atto Adalberto, dal 940 al 1115, anno
della morte della Contessa Matilde. Qui si concentra un insieme
di castelli particolarmente significativi della architettura fortificata
altomedievale, nonchè dei suoi sviluppi e trasformazioni
fino al XV-XVI secolo. In questa area sono di notevole interesse
e di una capacità di suggestione rilevante talune formazioni
geologiche (gessi, calanchi,ofioliti, ecc..), siti archeologici,
architetture, parchi, riserve ed aree protette che offrono una risorsa
primaria e polivalente di offerta turistica nelle sue valenze naturalistiche
e storico-artistiche.
Emergono alcuni beni monumentali, quali il Castello di Canossa,
il castello di Rossena, la torre di Rossenella, il castello di Carpineti,
il castello di Sarzano, la rocchetta di Castellarano, la rocca di
Montecchio Emilia e il castello di Montechiarugolo, il complesso
delle Quattro Castella, le mura urbane e la rocca di S. Polo d'Enza,
capisaldi di un sistema sviluppato lungo l'asse della direttrice
Matildica "Parma - Lucca" attraverso l'Appennino reggiano e
la direttrice pedemontana con la strada
del vino.
Di concerto con la Soprintendenza
ai Beni Ambientali e Architettonici dell'Emilia, la Provincia di
Reggio Emilia, Comunità Montana dell'Appennino Reggiano,
comuni di Quattro Castella (soggetto capofila), Canossa, Carpineti,
Casina, Castellarano, Montecchio Emilia, San Polo d'Enza, e Società
Matilde di Canossa S.p.A. riuniti in un apposito "Accordo di programma"
hanno attivato il "Piano di riqualificazione e valorizzazione del
sistema dei castelli matildici e del loro contesto ambientale-paesaggistico"
creando le condizioni per sviluppare una azione unitaria e coordinata
che consenta una maggiore efficienza operativa nel recupero e nella
gestione di questo patrimonio. Al Piano hanno aderito C.N.A. - Confederazione
Nazionale Artigianato, A.I.C.E.R. - Agenzia di
iniziative culturali della Regione Emilia-Romagna, Istituto per
i Beni Artistici, Culturali e Naturali dell'Emilia Romagna, Soprintendenza
ai Beni Archeologici dell'Emilia Romagna, Curia Vescovile di Reggio
Emilia, Centro Unesco di Reggio Emilia, Famiglia Cremonini Cantelli,
Famiglia Marchi. Nell'ambito del Piano sono state attivate anche
due convenzioni rispettivamente con il Dipartimento di Ingegneria
Civile della Università degli Studi di Parma e il Dipartimento
di Progettazione dell'Architettura dell'Università di Firenze.
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